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Il movimento socialista russo

Il Movimento Socialista Russo è un'organizzazione politica la cui visione del socialismo democratico si basa sulla proprietà collettiva dei beni, sulla libertà politica e sull'autodeterminazione. Ritiene che solo un movimento di massa - composto da socialisti, sindacati, femministe, antifascisti e attivisti ambientali - armato di solidarietà di classe ed egualitarismo possa porre fine al dominio del capitale in Russia.

Postato da Il Refrattario

Refrattario e Controcorrente Sempre e per sempre dalla stessa parte

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Appello per azioni di solidarietà con gli attivisti contro la guerra in Russia

Daria Polyudova, attivista del gruppo Resistenza di Sinistra, condannata a nove (!) anni di carcere Ricordare è lottare! Pubblichiamo un importante appello del Movimento socialista russo e invitiamo tutte e tutti ad aderire alla proposta di mobilitazione di solidarietà Contro l'aggressione imperiale in Ucraina e il terrore politico in Russia! Da oltre un decennio, gli antifascisti russi commemorano il 19 gennaio come giornata di solidarietà. In questa data, nel 2009, l'attivista di sinistra e difensore dei diritti umani Stanislav Markelov e la giornalista e anarchica Anastasia Baburova sono stati uccisi dai neonazisti nel centro di Mosca.

No pasaran!

L'Internazionale nera in costruzione di Yorgos Mitralias Con l'interesse concentrato - giustamente - sulla guerra che sta conducendo contro l'Ucraina e il suo popolo, spesso dimentichiamo di riconoscere i "tratti caratteriali" fondamentali del putinismo, che ne fanno il portabandiera di un'Internazionale nera in divenire. Eppure, sono proprio questi "tratti caratteriali" ultra-reazionari del putinismo a spiegare non solo le sue tendenze bellicose, ma anche il motivo per cui l'ala più dura dell'estrema destra internazionale sostiene la sua guerra ucraina. E questo in un momento in cui, nonostante le grandi sconfitte elettorali appena subite in Brasile (Bolsonaro) o negli Stati Uniti (Trump), questa Internazionale nera in fieri continua a rappresentare la più grande e immediata minaccia ai diritti e alle conquiste democratiche e sociali in tutto il mondo!

L’Ucraina e la crisi della sinistra italiana

di Fabrizio Burattini L’invasione e la distruzione dell’Ucraina da parte degli eserciti della Federazione russa continua da quasi un anno.  Certo, com’è noto, di guerre, devastazioni, efferatezze, stragi è punteggiata tutta la storia del capitalismo. La “pace  mondiale” stipulata subito dopo la sconfitta del nazifascismo non si è certo trasformata in quella pace predicata nella “carta delle Nazioni unite”, che si impegnavano a “mantenere la pace e la sicurezza internazionale, prendendo efficaci misure collettive per prevenire e rimuovere le minacce alla pace e per reprimere gli atti di aggressione o le altre violazioni della pace, e conseguire con mezzi pacifici la composizione o la soluzione delle controversie o delle situazioni internazionali che potrebbero portare ad una violazione della pace” (dall’art. 1 della Carta delle Nazioni Unite del 1945).

Russia, Ucraina, Europa

di Catherine Samary, da Les Possibles, rivista edita su iniziativa del Consiglio scientifico di Attac! Francia Dagli effetti della guerra di aggressione della Russia all'urgenza di un'Europa radicalmente decoloniale L'invasione dell'Ucraina da parte di Putin il 24 febbraio ha portato al contrario di tutti i suoi obiettivi. La resistenza a questa aggressione rivela ciò che sta accadendo in un'Ucraina che si supponeva appartenesse "all'unico popolo russo" e che, dalla crisi del 2013-2014, è considerata sottoposta a un "colpo di Stato nazista" sostenuto dall'Occidente che minaccia un genocidio contro la popolazione di lingua russa.

Ucraina, di quale pace stiamo parlando?

Intervista di Stephen R. Shalom ("New Politics") a Gilbert Achcar da newpol.org, 10 dicembre 2022 Gilbert Achcar è da molti anni uno dei principali commentatori di sinistra degli affari internazionali. Cresciuto in Libano, ha vissuto e insegnato a Parigi, Berlino e Londra. Attualmente è professore di Studi sullo sviluppo e Relazioni internazionali presso la SOAS, Università di Londra. Tra i suoi numerosi libri ricordiamo The Clash of Barbarisms (2002, 2006); Perilous Power: The Middle East and US Foreign Policy, scritto insieme a Noam Chomsky (2007); The Arabs and the Holocaust: The Arab-Israeli War of Narratives (2010); Marxism, Orientalism, Cosmopolitanism (2013); e The People Want: A Radical Exploration of the Arab Uprising (2013, 2022). Il suo prossimo libro, The New Cold War: The United States, Russia and China from Kosovo to Ukraine, uscirà all'inizio del 2023. È stato intervistato dal 7 al 9 dicembre via e-mail da Stephen R. Shalom del comitato editoriale di New Politics e curatore di Perilous Power: The Middle East and U.S. Foreign Policy, una serie di dialoghi tra Noam Chomsky e Gilbert Achcar (Paradigm, 2009).

Le truppe di Putin fuori dall'Ucraina

Sabato 10 dicembre, manifestazione a Parigi, dal Trocadero verso l'ambasciata di Russia Una crisi umanitaria senza precedenti minaccia la popolazione ucraina in questo inverno. Dal febbraio 2022 e dall'invasione di territorio ucraino da parte delle forze di Vladimir Putin, le vittime si contano a decine di migliaia, gli sfollati a milioni, i danni in decine di miliardi di euro. Oltre all'occupazione di ampie porzioni del territorio ucraino da parte delle forze di invasione, si aggiungono la distruzione sistematica e continua delle fonti di energia, compresa l'elettricità, l'approvvigionamento idrico e alcune infrastrutture vitali dell'intero paese, lo sfollamento forzato delle persone nei territori occupati anche in territorio russo, compresa la deportazione di migliaia di bambini, spesso separati dai loro genitori separati dai loro genitori, stupri... In Russia, le persone vengono arruolate o costrette a combattere in guerra. Centinaia di migliaia di giovani vogliono giustamente evitarlo, altri scelgono coraggiosamente di opporsi esplicitamente.

Russia, Vika Petrova rischia fino a 15 anni di carcere

Vika Petrova, che rischia fino a 15 anni di carcere, è sotto pressione in un centro di detenzione preventiva. L'avvocata di Vika Petrova, Anastasia Pilipenko, ha dichiarato che i compagni di cella della sua cliente sono stati "convinti" a scrivere una dichiarazione in cui si afferma che Vika ha continuato la sua propaganda contro la guerra durante la detenzione preventiva.

una sola celebrità: la rivoluzionaria bolscevica Ievguenia Bosch.

Manovra contro gli ultimi illudendo i penultimi